La penuria di gas si può evitare, ma prevale l’ideologia

Per assicurare un buon rifornimento di gas per l’industria e le abitazioni, soprattutto in periodi di alto consumo come quello attuale, occorre diversificare le fonti. I gasdotti vincolano il paese consumatore a quello produttore come quantità e prezzi. Restano i rigassificatori che consentono il rifornimento da qualunque paese, mediante navi, a prezzi vantaggiosi. Questi impianti sono malvisti da una parte dell’opinione pubblica, quella che dice no a tutto: sondaggi petroliferi, pale eoliche e anche pannelli fotovoltaici (che deturperebbero il paesaggio e sottrarrebbero terreno all’agricoltura). Il  gas garantisce la fornitura continua all’utilizzatore finale e risolve i problemi di discontinuità del gasolio, cioè quelli verificatisi ieri nella Scuola Giovanni Pascoli a Ceglie. Mentre ci si pone astrattamente il problema dei terreni sottratti all’agricoltura, ma di fatto inutilizzati, dello sviluppo dell’agricoltura non se ne occupa nessuno. Nel deserto israeliano, invece, producono addirittura prodotti innovativi. Le posizioni ideologiche prevalgono, in tutti campi, sui problemi reali.

7 pensieri su “La penuria di gas si può evitare, ma prevale l’ideologia

  1. Gli inglesi della British Gas pensavano che in Italia bastasse pagare e si poteva ottenere quanto voluto. Scoprirono, invece, che oltre al problema delle tangenti c’era anche quello della instabilità delle decisioni. Quanto approvato da un’amministrazione poteva essere annullato da quella successiva.

  2. I rigassificatori, come molti altri impianti, sono a rischio di incidente rilevante, così come i gasdotti, le raffinerie, le acciaierie, ecc. Nessuno solleva problemi per i gasdotti del metano. Il rischio è una cosa, l’incidente un’altra. Il rischio viene eliminato con adeguate misure impiantistiche e di gestione. Presso il petrolchimico di Brindisi ci sono due serbatoi di stoccaggio criogenico di etilene e uno di propilene con relativi evaporatori ad acqua di mare. Si tratta di impianti gemelli dei rigassificatori del metano. Come è noto, non sono mai esplosi. L’incidente che avvenne al vecchio impianto di Cracking (che produce etilene e propilene dalla virgin nafta) nel 1978 fu causato dall’utilizzo di materiale non adatto alle temperature di esercizio. Si trattò di un errore di progetto. Quello fu l’unico incidente avvenuto nella storia del petrolchimico brindisino.
    L’utilizzo di materiale non adatto (non resiliente) può creare la rottura anche alle tubazioni degli Acquedotti, se la temperatura è molto bassa. Non per niente il ministro Clini ne ha accennato eri sera a Ballarò. Ovviamente la rottura può avvenire nei tratti sezionati, con acqua stagnante, per es. i by-pass.

  3. Volevo invitarti a dare un tuo giudizio e parere su quanto viene segnalato dal consigliere tommaso argentiero sui lavori del vecchio comune, sembra che si stia consumando qualcosa di grave a danno dei nostri beni culturali.Fermiamoli subito prima che sia troppo tardi.
    leggi l’articolo

    • Accetto il commento anche se riguarda un altro argomento. Mi sono anche permesso di modificarlo per consentire la visione della lettera di Tommaso Argentiero, a me già nota.
      Invito pure io il sindaco a rendere operativo il consiglio della Soprintendenza per l’effettuazione dell’indagine stratigrafica sugli intonaci.
      A mia volta invito te a commentare il mio post

  4. Hanno autorizzato il rigassificatore di Gioia Tauro mentre a Brindisi facciamo opposizione siamo proprio pazzi. I politici usano l’opposizione a certi progetti per le loro fortune elettorali e noi ci caschiamo.

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