In politica si invecchia presto / Eternit e Cloruro di Vinile

**  L’opinione pubblica considera la classe politica già vecchia dopo pochi anni. Esempi recentissimi sono: Vincenti, sindaco uscente di Genova del Pd, Vendola, Matarrelli, Trinchera di Sel, il sindaco Caroli del Pdl. Ma potremmo generalizzare e coinvolgere quasi tutta la classe politica. La causa è da ricercare nella delusione che anche “i nuovi” suscitano quando operano, dopo gli iniziali eccessivi entusiasmi: i problemi sono difficili e pochissimi di loro si dimostrano all’altezza del compito.

**  Che l’Eternit e il Cloruro di vinile fossero cancerogeni si sapeva dal 1930 per il primo e, per il secondo, almeno dal 1972. Però gli investimenti erano stati fatti e si continuava a produrre. Per il Cvm gli imputati furono condannati, ma intervenne la prescrizione. Per l’amianto c’è stata ieri la prima condanna al mondo, ma molto in ritardo. Anche in questi casi la classe politica ha deluso per inerzia o connivenza.

5 pensieri su “In politica si invecchia presto / Eternit e Cloruro di Vinile

  1. D’accordo… come le cellule del corpo umano che invecchiano quando non si rinnovano. I nuovi, come tu dici, si adeguano al vecchio sistema e invecchiano subito pure loro, l’elettore se ne accorge e pensa di ovviare chiedendo un continuo rinnovamento. Ma se i nuovi facessero uno sforzo di non adeguarsi al vecchio sistema forse durerebbero di più nella testa degli elettori.

  2. Cerco di capire il significato del post ma dissento su alcuni punti. La Vincenzi è diventata vecchia e Doria ha vinto ma agevolato da due candidate in concorrenza, Vendola è vecchio perchè ha fallito sulle politiche giovanili suo cavallo di battaglia e perde tempo a costruire una candidatura come premier, Mattarelli perchè ha commissariato il circolo sel di Ceglie, ma dopo che erano andati a raccontargli loro stessi le difficoltà che avevano, Trinchera è vecchio non per età , ma perchè lo hanno chiamato vecchio quelli di sel che sono stati messi da parte. Convieni ?

  3. spiegatemi una cosa, ma proprio criminali erano i proprietari di questi impianti. Com’è non si poteva evitare nell’aria l’amianto o il cloruro di vinile ?

    • In un impianto si può e si deve evitare il rilascio nell’aria di sostanze inquinanti, soprattutto se cancerogene. Mi soffermo sugli impianti di PVC, il cui nucleo è costituito da reattori discontinui che necessitano di essere ogni volta lavati. I problemi nascono da lì.
      Per tutelare l’ambiente, sulle pompe si può intervenire con le doppie tenute o con l’accoppiamento magnetico, così sulle centrifughe, sugli sfiati con il recupero, sui reattori la tecnica non è riuscita a fare molto. Alla fine della fase di polimerizzazione, dopo lo scarico dell’acqua, che contiene il polimero, e il degasaggio, le autoclavi devono essere aperte per effettuarne la pulizia. In caso contrario, i residui inquinano la carica successiva e rendono il prodotto invendibile. Al momento dell’apertura del boccaporto dell’autoclave, il monomero residuo esce fuori all’aria. La pulizia interna la fa un uomo per mezzo dell’acqua e di una lancia a pressione affacciandosi nell’autoclave o entrandovi dentro. Durante questa operazione, se egli non è provvisto di maschera adatta o meglio di autoprotettore (fastidioso da usare), inala il cloruro di vinile residuo.
      Resta l’acqua scaricata dai reattori e dalle centrifughe che contiene anch’essa il monomero. I trattamenti biologici non sono sufficienti a smaltirlo.
      Per inciso, reattore e autoclave sono in questo caso sinonimi.
      A causa delle problematiche sull’ambiente, questi impianti, ormai da anni, sono stati chiusi in Italia e l’EVC li ha trasferiti nei cosiddetti paesi in via di sviluppo. E’ vergognoso!

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