Grazie, Monti, per il no alle Olimpiadi a Roma

I principali partiti, Pd, Udc, Pdl si erano schierati per il sì alle Olimpiadi a Roma. Questa posizione a me spaventa  perché mi fa intravvedere il ritorno alla vecchia politica dopo il 2013. Non si possono spendere 8-12 miliardi per infrastrutture, che poi restano inutilizzate, con un ritorno molto inferiore e concentrato su alberghi, ristoranti, ecc.  dell’area di Roma e non su tutta l’Italia. La politica della spesa facile è alla base del deficit e del debito pubblico italiano. Nessuno ha ancora capito che bisogna abbattere il debito di circa 900 miliardi di €, al ritmo di un ventesimo e cioè di 45 miliardi per anno per 20 anni.  Lo stesso Alemanno aveva proposto un taglio consistente già in una prima trance, ma poi ha chiesto le Olimpiadi. Se Monti segnalasse gli sprechi di denaro pubblico dal 1970 al 2011, molti capirebbero meglio la sua politica attuale, invece di classificarla tout-court di centro-destra.

4 pensieri su “Grazie, Monti, per il no alle Olimpiadi a Roma

  1. La decisione sulle Olimpiadi è il risultato di una corretta gestione dei soldi pubblici e non di altro. Fosse stato per i partiti, avrebbero autorizzato la spesa.
    L’investimento per gli F 35 è stato ridotto del 30%: si compreranno 90 aerei invece di 130. Se qualcuno ha delle proposte diverse per far fronte alla difesa, può illustrarle.
    Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è stato annullato.
    Le dichiarazioni di Di Pietro a Ballarò, alle quali forse ti riferisci, non possono essere classificate, a mio avviso, nemmeno come opinioni. Non per niente il sottosegretario, con tono alterato, ha fatto notare che c’è chi lavora seriamente e chi fa propaganda. Molti riconoscono la serietà di questo governo e, tra questi, anche Doria, candidato sindaco a Genova. Naturalmente si può dissentire sui singoli provvedimenti.
    Finalmente ci sarà l’Ici sui beni commerciali della Chiesa. Se, però, gli enti laici no-profit, pagano l’Ici (non ne sono informato), lo stesso trattamento deve valere anche per la Chiesa.

  2. Soltanto un cenno alle dichiarazioni di Celentano perché più di tanto non meritano. Una persona non può utilizzare un mezzo pubblico per vendicarsi di critiche ricevute. Può rispondere a esse, ma non chiedere addirittura la chiusura di pubblicazioni, quali esse siano, nel caso specifico L’Avvenire e Famiglia Cristiana. La libertà di stampa è un diritto universale.

  3. Investire i soldi “risparmiati” nel recupero del territorio in dissesto e nelle infrastrutture veramente necessarie si può e si deve.

    no agli aerei f 35 e no al ponte di messina

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