Il terreno per il parcheggio in Via Muri: un acquisto inutile

Lo sperpero del denaro pubblico non conosce confini di schieramento. E fin quì niente di nuovo. Un esempio è fornito dall’acquisto, per centinaia di migliaia di euro, di un giardino presso via Muri con destinazione parcheggio. La giunta Federico aveva inserito questa voce in bilancio e l’amministrazione Caroli ha proceduto all’acquisto. Adesso veniamo a conoscenza di una destinazione diversa dallo scopo originario (*), una giustificazione di ripiego. Il progetto di un parcheggio in un luogo con importanti rilevanze archeologiche (la 1° cinta delle mura messapiche) non avrebbe mai avuto il benestare della Soprintendenza. Oltre tutto sarebbe stato di scarsa utilità in quell’area. Eppure furono stanziati e successivamente spesi soldi pubblici, i nostri soldi.  Non so se esistano alternative, ma non penso perché l’argomento del traffico e dei parcheggi non è un problema sentito a Ceglie da parte di alcuno schieramento politico. Ci vorrebbe proprio un provvedimento governativo per consentire ai cittadini di non pagare l’Imu e la Tares in presenza di conclamato disinteresse delle amministrazioni locali verso problemi di rilevante importanza.

(*) in data di oggi 29/02 ho eliminato il link. Mi è sembrato non gradito e non ho assolutamente il problema di tenermi buono alcuno.

5 pensieri su “Il terreno per il parcheggio in Via Muri: un acquisto inutile

  1. Leggevo sui giornali di oggi che gli sprechi di denaro pubblico in Italia valgono quanto l’evasione fiscale. Sicuramente il parcheggio era stato messo nelle cose da fare tanto per sbandierare un pacchetto di realizzazioni in campagna elettorale.

  2. In un’azienda importante il budget degli stabilimenti è approvato da un organo di sede che entra nel merito di esso per assicurare agli investimenti la congruenza con gli obiettivi da raggiungere. Occorrerebbe, senza creare carrozzoni, che anche lo stato si dotasse di un organo similare. Condivido la tua considerazione sull’inutilità dell’acquisto di quel terreno.
    Per quanto riguarda le capacità dei politici, purtroppo la democrazia non assicura che il popolo elegga i migliori e anche se ne avesse l’intenzione, potrebbe trovarsi a scegliere tra candidati mediocri. La sfiducia nella politica nasce da qui

  3. Nel mio articolo mi sono posto soltanto lo scopo di segnalare un caso di spreco di denaro pubblico, a mo’ di esempio e secondo il mio punto di vista. L’esigenza deriva dalla constatazione, ormai senso comune, che se in Italia non ci fossero evasione fiscale, corruzione, lavoro nero e sprechi nella spesa, il debito pubblico in un solo anno scenderebbe almeno al 95% del Pil e negli anni successivi calerebbe ancora abbondantemente.
    Sul discorso della democrazia scriverò qualcosa domani.

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