L’assenza di riferimenti penalizza gli investimenti in Puglia e in Italia

Il no a tutto deriva dall’assenza di riferimenti. Non si sa bene cosa si vuole. Perciò si costringe la British Gas a lasciare Brindisi (ma rimarrà la sede di Milano), si blocca la Tav, si allontanano le imprese desiderose di investire nei settori tradizionali e nuovi, energie alternative comprese.   In realtà un riferimento da assumere c’è: lo sviluppo compatibile, cioè rispettoso dell’ambiente e quindi della salute e del paesaggio. Ne deriva che occorre privilegiare il trasporto per ferrovia invece che su gomma (sì alla Tav) e che bisogna puntare sul metano a prezzi concorrenziali (sì ai rigassificatori),  sulle industrie ad alta tecnologia e sulle energie alternative (sì alle pale eoliche e ai pannelli fotovoltaici). I progetti naturalmente devono essere ecocompatibili e, una volta autorizzati, non essere soggetti a ripensamenti. I tecnici, più dei politici, sanno muoversi in questa direzione.

5 pensieri su “L’assenza di riferimenti penalizza gli investimenti in Puglia e in Italia

  1. Mimmo Consales, candidato sindaco a Brindisi, sul gassificatore ha dichiarato che “il sistema paese ha dato ancora una volta una prova di inefficienza: oltre un decennio per pronunciare un semplice ‘no'”. Vendola non è contrario al gassificatore, lo vorrebbe in altro sito. Mazza, consigliere regionale Idv, ha dichiarato che “l’ecocompatibilità sia per Brindisi che per Taranto non esiste e servono progetti per l’agroalimentare, le risorse del mare e il turismo”

  2. L’assenza di riferimenti è un problema generale nella politica italiana, la quale sembra abbia come compiti la difesa di interessi settoriali e il “sostentamento economico” dei partiti. Il centrosinistra, in particolare, trovi dei riferimenti chiari intorno ai quali raccogliere il consenso. Poi i necessari compromessi nell’operare quotidiano saranno compresi.
    Mi ha colpito che 46 parlamentari Pdl abbiano chiesto la sfiducia verso il ministro Riccardi. Cari parlamentari, quello che il ministro ha detto, che “certa politica fa schifo” , riscuote il consenso non di 46 unità, ma di 46 milioni di italiani. Non avete il polso del sentire comune.

  3. I tecnici siano, dal loro posto amministrativo nei ministeri, sostegno ai politici. I governi tecnici devono essere transitori per definizione. Raddrizzando la barca della politica, si torni alla democrazia, la tecnocrazia ci sotterra.

    • Riporto l’ultimo pezzo del mio commento sul tuo blog.

      Per quanto riguarda il rapporto tecnici-democrazia, come ho scritto più volte, fino a quando il parlamento vota la fiducia all’esecutivo e approva leggi e decreti, la democrazia è salva.
      Io preferisco i tecnici ai politici, di qualunque parte, squalificati professionalmente e moralmente. Vorrei sempre un governo tecnico sorretto da una ben precisa maggioranza politica, tranne in casi di emergenza, quando la solidarietà nazionale deve prevalere.

      p.s.: anche i miei commenti su questo blog passano dalla moderazione per motivi di impostazione

  4. La Camusso si schiera a favore della Tav. Io direi che su quell’opera non debbano esserci i tentennamenti da me notati su di un blog locale. Anche sul rigassificatore mi pare che il sindacato fosse favorevole. Non c’è alcun motivo di essere contrari. Per caso in undici anni è stato presentato un piano alternativo per il porto di Brindisi? Quel piano era una scusa per dire un no ideologico al rigassificatore del metano, malgrado l’Italia abbia bisogno di investimenti, come la Camusso ha giustamente rilevato.

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