Aggiornamento: Convegno sui diserbanti a Ceglie. Ancora nessun monitoraggio dell’olio d’oliva

Il commento 2 di Angelo Palma sul Convegno di ieri sera.                              Domani, 27 aprile, alle 17.30 nell’Atrio Comunale ci sarà un Convegno sui rischi da Diserbo. Intervengono Belloni (della Onlus Giardini di Pomona), l’oncologo Pagliara e l’agronomo Ciola. L’uso dei diserbanti nella nostra agricoltura è la più probabibile causa del significativo tasso di tumori a Ceglie. Il passaggio dal terreno all’uomo può avvenire per via aerea, al momento dell’irrorazione, e attraverso i prodotti del suolo, tra i quali l’olio d’oliva. Tempo fa c’è stata la proposta, da parte del gestore di un sito web, per monitorare l’olio, ma malgrado si tratti di un prodotto sotto attenzione e forse per timore di danneggiare la nostra agricoltura, non è stato ancora approntato alcun programma in merito.

p.s.: intanto le campane dell’orologio “non suonano” (un articolo)  e la torre è stranamente transennata

5 pensieri su “Aggiornamento: Convegno sui diserbanti a Ceglie. Ancora nessun monitoraggio dell’olio d’oliva

  1. L’incontro di ieri sera era organizzato dall’associazione “Liberi dai Veleni” che si raccoglie intorno al sito http://www.liberidaiveleni.eu. A mio avviso occorrerebbe un convegno sui fitofarmaci, cui partecipino esperti di diverso orientamento e settore e che consigli metodi colturali ottimali e tranquilli. Voglio dire che un fitofarmaco citotropico di copertura, per es., non può essere inserito nel generico calderone dei veleni.
    Nel convegno, cui hanno partecipato due esperti di agricoltura e uno di oncologia, è emerso quanto segue:
    – un’indagine ematologica francese ha rilevato nel sangue umano parecchi componenti dei fitofarmaci che entrano nella catena alimentare; questo studio, a mio avviso, chiarisce da solo le cause dei tumori;
    – i fitofarmaci determinano danni acuti e cioè immediati al di sopra di una certa soglia e danni cronici, tra i quali appunto i tumori (ma non soltanto quelli), indipendentemente dalla soglia, ma, a mio avviso, sulla base delle quantità accumulate nell’organismo;
    – i diserbanti distruggono non soltanto le erbe infestanti, ma tutta una fauna che contribuisce alla fertilità del suolo che pertanto diventa sterile;
    – conviene non arare il terreno, non diserbare e tagliare l’erba con delle macchine grandi e piccole, sulle quali si può regolare l’altezza del taglio, e che possono essere usate anche su terreni mediamente accidentati; naturalmente, aggiungo io, si possono usare i decespugliatori;
    – non bisogna eliminare le rocce con macchine frantumatrici perché esse sconvolgono la fertilità e il drenaggio del terreno, oltre a distruggere, a mio parere, una caratteristica importante del nostro paesaggio, il carsismo superficiale.

    • caro ingegnere, se lei ci racconta le cose esatte che hanno detto e omette di dirci le fesserie che pure ci hanno propinato, avrà difficoltà a chiedere la partecipazione ai convegni di relatori con orientamenti diversi, come lei giustamente dice, perchè la gente non la capisce. Se invece ci riferisce che il trattore è nato per riciclare il carro armato, i concimi per riciclare i gas velenosi della guerra e le sementi modificate per assetare e affamare i popoli allora l’assurda partigianeria dell’incontro viene tutta fuori e lei diventa convincente. Mi scusi non ce l’ho con lei ma era solo per capirci e capire se dobbiamo credere alle altre cose che abbiamo ascoltato.

  2. Lascio all’interpellato la libertà di rispondere. Per quanto mi riguarda, mi limito a dire che ai convegni cerco di recepire quanto ascolto con senso critico e con beneficio di inventario .

  3. Chi fa agricoltura biologica, come Paolo Belloni (uno dei relatori), credo che sia e debba essere contrario a qualunque fitofarmaco e agli Ogm. In ogni caso gran parte dei fitofarmaci sono dei veleni e molti sono cancerogeni.
    A chi non fa agricoltura biologica, importa conoscere se ci sono fitofarmaci da poter usare con delle precauzioni, cioè con emivita breve (e ce ne sono) e che non distruggano la microfauna del terreno e quindi la sua fertilità naturale.
    Pertanto ribadisco la necessità di un convegno durante il quale si confrontino specialisti di settore e orientamento diverso. Non ritengo sufficiente un semplice corso per il rilascio del patentino dei diserbanti.

    Per quanto riguarda gli argomenti sollevati nel penultimo commento (di ieri alle 14.43) e dei quali si è parlato nell’incontro dell’associazione “Liberi dai veleni”, non ho ritenuto darvi peso per i motivi che seguono.
    Sugli Ogm è in corso un largo dibattito del quale si attendono conclusioni consolidate.
    Per l’ammoniaca, essa non mi pare abbia mai avuto applicazioni belliche. Fu sintetizzata in Germania dalla Basf, prima della prima guerra mondiale, per produrre fertilizzanti e coloranti e poi anche in Italia dalla Montecatini. I gas tossici, usati durante le varie guerre, erano a base di cloro, fluoro, bromo, fosforo.
    Per quanto riguarda il trattore, esso nacque prima del carro armato.
    Di conseguenza la teoria del riciclaggio chimico e meccanico non è valida.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...