Se i privati non investono, via gli ostacoli, ma alla fine investa lo Stato

I privati non trovano conveniente investire o non ne sono capaci, malgrado la progressiva eliminazione degli ostacoli, tra cui in programma i pagamenti pubblici alle imprese. Resta il macigno della durata dei processi civili. Se il contenzioso è poi tra pubblico e privato, essi possono durare oltre vent’anni: esiste un caso a Ceglie.             Il modello sostanzialmente liberista ingessa l’Italia e occorre liberarsene in collaborazione con l’Europa. Ogni proposta occupazionale keynesiana trova in esso un ostacolo. Se ne rende conto Luciano Gallino su Repubblica mentre propone l’assunzione di 1 milione di disoccupati (sui sette disoccupati e male occupati esistenti) da destinare a lavori di pubblica utilità per un costo di 25 miliardi di €/anno. Ne è consapevole Paul Krugman che contesta il concetto liberista dell’assenza di soluzioni rapide alla disoccupazione, risolvibile soltanto nel lungo periodo, e afferma che essa, e non il debito pubblico,  rappresenta il problema principale per i giovani.  Insomma il modello liberista impedisce la ripresa.

2 pensieri su “Se i privati non investono, via gli ostacoli, ma alla fine investa lo Stato

  1. All’interno dell’impedimento alla crescita rapida, dal post segnalato e rappresentato dalla visione liberista dell’economia, si colloca la posizione di tutela dei propri interessi da parte della Germania. Quella nazione alcuni anni fa rimosse gli ostacoli allo sviluppo mentre in Italia si pensava ad altro e si attendeva che la crescita arrivasse da sola.

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