Il piano di recupero, sperpero di soldi pubblici

Ho letto il post della Voce sul Piano di Recupero del Centro Storico,  ripreso nella parte eclatante da Tribuna Libera: la Regione non vuole i piani di recupero dei centri storici, ma dei PUG che li contengano. A Ceglie, invece, sono stati conferiti due incarichi separati e professionalmente sbilanciati: uno per il Pug a un ingegnere non professore e l’altro per il recupero a professori universitari che vogliono divagare sull’argomento colore. Ma quale? Esclusi i monumenti, per il centro storico di Ceglie è adottabile soltanto il bianco-calce.                                                      Si possono sperperare in questo modo i soldi pubblici?. Avessero almeno scelto la soluzione più economica, quella vantaggiosa degli arch. Caroli e Zito per la revisione del vecchio piano, integrabile con il PUG. Perché non ci si è rivolti a loro che la realtà locale conoscono meglio?

Un pensiero su “Il piano di recupero, sperpero di soldi pubblici

  1. Scatigna Minghetti sostiene che le case, prima della peste del ‘600, non erano pitturate a calce e quindi noi dovremmo riprendere quella antica consuetudine.

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