Il lato positivo della ripartizione del debito pubblico

Apprendiamo dalla stampa che da luglio 2011 a maggio 2012 la quota di debito pubblico italiana in mano estera è passata dal 829 (44%) a 510  miliardi di €, pari al 32%. Eppure lo spread sale perché la speculazione riesce ad agire anche con una quota ridotta di bond. Se questa fosse nulla, la speculazione internazionale cesserebbe e con essa calerebbe la nostra spesa per interessi sul debito. Esiste quindi un aspetto positivo legato alla diversa ripartizione del debito rispetto a un anno fa, anche se, dicono i giornali,  dobbiamo preoccuparci per la fuga dei capitali esteri dall’Italia. Ma il capitale di rischio affluisce alle imprese attraverso la borsa e non per mezzo dei bond. In realtà più ci avviciniamo alla condizione del Giappone con debito doppio rispetto al Pil, ma finanziato dall’investimento interno, e meglio è.

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