Il lato positivo della ripartizione del debito pubblico

Apprendiamo dalla stampa che da luglio 2011 a maggio 2012 la quota di debito pubblico italiana in mano estera è passata dal 829 (44%) a 510  miliardi di €, pari al 32%. Eppure lo spread sale perché la speculazione riesce ad agire anche con una quota ridotta di bond. Se questa fosse nulla, la speculazione internazionale cesserebbe e con essa calerebbe la nostra spesa per interessi sul debito. Esiste quindi un aspetto positivo legato alla diversa ripartizione del debito rispetto a un anno fa, anche se, dicono i giornali,  dobbiamo preoccuparci per la fuga dei capitali esteri dall’Italia. Ma il capitale di rischio affluisce alle imprese attraverso la borsa e non per mezzo dei bond. In realtà più ci avviciniamo alla condizione del Giappone con debito doppio rispetto al Pil, ma finanziato dall’investimento interno, e meglio è.

Le convenienze del presente senza un progetto per il futuro

Un articolo di Repubblica, L’eterno presente, mi suggerisce qualche riflessione. In Italia, a differenza di altre culture, pensiamo alle cose contingenti senza una visione del futuro, con espressione più aulica non inseriamo il presente nel flusso della storia. E’ vero che la nostra impostazione consente di cogliere meglio l’occasione, ma sono più i difetti dei pregi.                                                                                                                Lo dimostriamo nelle grandi e nelle piccole cose. A livello nazionale, pochi riescono a cogliere l’impatto sul futuro delle decisioni del governo, molti ne mettono in risalto i difetti temporanei e spesso ci speculano. Il caso limite è rappresentato da Grillo e da Di Pietro, ma anche Berlusconi è coinvolto. La riforma elettorale non si fa perché ognuno desidera quella utile al momento. A livello locale, l’attenzione al presente senza un progetto per il futuro, fa ripetere gli stessi errori rimproverati alla precedente amministrazione, sulla spazzatura, le strade sporche, il traffico, i parcheggi.  Ma l’esempio più alto di attaccamento alle convenienze del presente è rappresentato dalla valorizzazione del Monterrone mentre la storia indica come centro dell’area cosiddetta medievale la Piazza Vecchia.

Frequenti interruzioni di energia elettrica nelle campagne e intanto i farmacisti …

Non so quanto il fenomeno sia diffuso, ma mi riferiscono che in alcune contrade è frequente l’interruzione di energia elettrica. Non si tratta dei distacchi programmati in occasione dei picchi di consumo, ma di veri guasti in ore serali. Oltre a queste interruzioni, spesso la tensione erogata non è nei limiti di tolleranza contrattuali. Quindi le autoclavi non si ferrmano perché non raggiungono la potenza e quindi la pressione stabilita e i relé non funzionano.  Me ne ha parlato con dovizia di particolari un tecnico che risiede in campagna nel periodo estivo. Personalmente mi chiedo se certe disfunzioni siano ammissibili nel ventunesimo secolo. Non sarà che oltre alla spending review occorre la “electric net review”?                                                                            Di fronte a questa importante problematica, una delle tante, e sempre a proposito di spending review, sconcerta la minaccia di serrata da parte dei farmacisti che stimano un calo dei propri incassi pari a 12 mila € per anno, un’inezia di fronte a quanto introitano, ma questa è la nostra borghesia.

Votematch, un test per scoprire se votiamo per il partito giusto

Repubblica pubblica un test di 26 domande al quale si può rispondere in maniera anonima. Esso consente di verificare se il partito che scegliamo è veramente aderente al nostro modo di pensare. Il test è stato preparato da cinque Università e dalla Associazione Itanes. Dicono che in Italia il 60% voti per spirito di appartenenza, ma in compenso i temi economici sono i  più sentiti. Anche al Consiglio Comunale di oggi  a Ceglie si parla di economia, ma più precisamente di tasse, come l’Imu. Clicca per fare il test di Repubblica (se il test non si apre, è un problema di browser)

Perché l’Italia batte la Germania nel calcio e sullo scudo anti-spread?

L’Italia realizza 2 a 1 nel calcio e ottiene lo scudo anti-spread: una doppia vittoria frutto di capacità e impegno. In generale però queste due virtù emergono nel calcio ma sono carenti nella tecnologia e nell’economia. Bisogna che tutti quanti e a tutti i livelli incrementiamo le nostre prestazioni.  Dobbiamo cioè diventare un popolo disciplinato, amante dei diritti e dei doveri. So chi lo ha detto, ma sinceramente, come spesso capita, l’ho ripensato da me.                                                                                     Intanto Tribuna Libera ci ricorda che il 7 luglio passa da Ceglie la Milano-Taranto

Il Pil di Ceglie e dei cegliesi non si sa. Si conosce quello delle regioni e degli Stati

Tra le statistiche il Pil e il Pil pro-capite di Ceglie non l’ho trovato. Qualcuno cortesemente me lo segnali.  Al massimo si può leggere il reddito  clicca . Eppure sarebbe un dato da conoscere insieme con quello sulla disuguaglianza, l’indice Gini (0-1, 1=max disuguaglianza).                                                                                   Possiamo invece trovare i grandi numeri, quelli che riguardano le regioni e gli Stati.     Al momento interessano questi ultimi, in vista del G 20 di oggi. Riscopriamo (perché già segnalato) che, tra gli Stati, la 2° economia mondiale, la Cina, è un paese con basso Pil pro-capite, cioè costituito da poveri. E’ il volume che ne fa una potenza. Questo vale anche per l’UE a 27 che, al momento, è la 1° economia mondiale, anche se è un nano politico, proprio come l’Italia del Rinascimento. La costruzione politica dell’Europa è pertanto un obiettivo da perseguire.  Cliccare una volta sull’immagine sotto allegata

Intanto possiamo goderci su Tribuna Libera i fuochi d’artificio della festa di S. Antonio.

Scuola: sì al merito in una scuola che “crei capacità”

A mio avviso – da esterno alla scuola, ma attento alla condizione italiana – non c’è dubbio sulla scarsa capacità della scuola di fornire le basi per quanto serve nella società, nell’economia e nella vita. Non c’è dubbio sulle non grandi capacità degli insegnanti, spesso alla ricerca di un reddito aggiuntivo al secondo lavoro. Non c’è dubbio infine sulla scarsa preparazione degli studenti. Naturalmente ci sono le eccezioni tra insegnanti, istituti, università e studenti.                                                         Il merito, ministro Profumo, si può applicare a una scuola che, preventivamente e nel suo complesso, consenta ai giovani di “sviluppare le proprie potenzialità e abilità in una società che (poi) consenta loro effettivamente di usarle”:  “creare capacità è un concetto di dignità e sviluppo umano” di A. Sen e soprattuto di M. Nussbaum.                      D’altra parte è la stessa Europa che ci chiede  “provvedimenti urgenti per il recupero di chi resta indietro, strumenti e risorse per migliorare le scuole bisognose”.                   Con il solo merito si premia chi è già avanti e si penalizza chi è indietro. C’è spazio per una politica di centrosinistra o sinistra.

In Italia e a Ceglie “O si cambia o la campana suona per tutti”

Oggi il mio post non serve. Come seguito al mio articolo di due giorni fa, c’è un’affermazione di Pizzarotto e l’editoriale di ieri del direttore di Repubblica (clicca), la cui conclusione è il mio titolo odierno.                                                                               Pizzarotto, neosindaco grillino di Parma, dice: “Con un volto nuovo il Pd avrebbe vinto”.                                                                                                                            Ezio Mauro considera Parma questione nazionale; parla di richiesta esasperata di cambiamento, di ultimo giro per la classe dirigente attuale, di politica lontana dai cittadini; evidenzia la crisi dei valori di post-tangentopoli, come individualismo, privato, liberismo; sottolinea la richiesta di equità, giustizia sociale, legame sociale e dignità; scrive del Pd che resiste per la naturale capacità di coalizzare e di responsabilità dell’establishment italiano che si prepara a ereditare lo spazio politico lasciato libero dal PdL.                                                                                                    La necessità del cambiamento vale anche per il Pd cegliese.

Il centrosinistra ha vinto, ma il caso Parma è emblematico

Il centrosinistra ha vinto, ma Parma deve far riflettere. In quella città il candidato del centrosinistra,  esponente del Pd, non è riuscito a raccogliere suffragi dai raggruppamenti di centrodestra e anzi ne ha persi rispetto al 1° turno. Quei voti si sono riversati sull’esponente grillino.                                                             Si coglie nel voto parmense, in forma amplificata, lo stesso  problema presente a livello nazionale: il centrosinistra, e il Pd in particolare,  non riescono a rappresentare un’alternativa  per l’elettorato.                                                                                                                                                   Bisogna cambiare la classe dirigente, perseguire l’onesta, aggiornare la propria base culturale, stabilire legami con l’area storica della sinistra democratica, assumere un  ruolo leader e infine essere in sintonia con la maggioranza dell’elettorato. Fin qui la politica seguita è stata quella delle alleanze con il centro. Adesso non soltanto l’alleato centrista è refrattario, ma è stato incapace di intercettare i voti in uscita dalla destra che o si astiene, come a Genova, o vota come a Parma.                                              Un altro aspetto rilevante è la chiara presa di distanza dei candidati grillini dal loro leader, considerato un bulldozer dietro al quale presentare la loro faccia moderata. Lasciamoli amministrare da soli, senza cedere agli inviti di certi giornalisti alla collaborazione. Hanno avuto il 70%. E poi amministrare comporta delle scelte e crea scontenti. Il Pd persegua la politica sopra delineata.

Se i privati non investono, via gli ostacoli, ma alla fine investa lo Stato

I privati non trovano conveniente investire o non ne sono capaci, malgrado la progressiva eliminazione degli ostacoli, tra cui in programma i pagamenti pubblici alle imprese. Resta il macigno della durata dei processi civili. Se il contenzioso è poi tra pubblico e privato, essi possono durare oltre vent’anni: esiste un caso a Ceglie.             Il modello sostanzialmente liberista ingessa l’Italia e occorre liberarsene in collaborazione con l’Europa. Ogni proposta occupazionale keynesiana trova in esso un ostacolo. Se ne rende conto Luciano Gallino su Repubblica mentre propone l’assunzione di 1 milione di disoccupati (sui sette disoccupati e male occupati esistenti) da destinare a lavori di pubblica utilità per un costo di 25 miliardi di €/anno. Ne è consapevole Paul Krugman che contesta il concetto liberista dell’assenza di soluzioni rapide alla disoccupazione, risolvibile soltanto nel lungo periodo, e afferma che essa, e non il debito pubblico,  rappresenta il problema principale per i giovani.  Insomma il modello liberista impedisce la ripresa.