Taranto, una scelta obbligata e razionale

In generale gli ambientalisti sembrano come degli adolescenti, il cui cervello non ha ancora sviluppato le componenti razionali che moderano quelle emotive. Chiedono la chiusura dell’Ilva. Per loro produrre non è un compito necessario e socialmente utile, ma un’azione da bloccare e condannare. Mi chiedo che mestiere facciano. Non comprendono che si può produrre senza inquinare o danneggiare la salute delle persone. E questo vale sia per i nuovi insediamenti che per quelli esistenti sui quali bisogna intervenire per gli adeguamenti ambientali. Ottimo quindi il compromesso raggiunto sullo stabilimento di Taranto. Ricordava tempo fa l’amico Angelo Palma che quegli stessi ambientalisti non si accorgevano dell’esistenza dell’impianto di fosgene presso il petrolchimico di Brindisi.

Rigassificatore del metano a Brindisi

Angelo Palma, nel suo sito La Voce, ha rilevato diverse contraddizioni nella pluriennale vicenda dell’impianto di rigassificazione del metano. La più grossa è la mancata realizzazione di un progetto commerciale e turistico per il porto di Brindisi, progetto che motivava l’opposizione al rigassificatore. Il porto commerciale si farà invece a Taranto  e sarà il primo nel Mediterraneo. Brindisi rischia così di trovarsi con un pugno di mosche.

Come si incentiva l’economia cegliese? Con le maggiori spese? In Puglia invece …

L’unica decisione della giunta a favore dell’economia locale è l’Imu allo 0,76% per gli immobili produttivi. Non mi sembra ci sia altro, altrimenti correggetemi. Malgrado questo, ci sono comunque segnali di ripresa? Pare proprio di no.                                  La regione invece, oltre a registrare l’attivo delle società a partecipazione pubblica, come l’AQP e gli Aeroporti di Puglia, incrementa le esportazioni tranne che nel settore dei divani.                                                                                                                          A Ceglie esistono certamente delle responsabilità e incapacità imprenditoriali, ma sicuramente manca una politica di incentivi e facilitazioni. In compenso spendiamo:  per il piano di recupero e il colore del centro storico senza che sia pronto il Pug, per gli alberi il 75% in più (pagati 70 e piantumati 40) e per la spazzatura se, con il copia incolla, rischiamo di pagare due volte il mese di aprile.

Sui campi da golf, tanti buoni propositi, ma …

Su Repubblica di ieri, si legge di un incontro tra la la Federazione italiana golf e Wwf Italia, Legambiente, Federparchi, Fai e MareVivo sui campi da golf, dei quali si auspica la collocazione presso i centri abitati, da parte del presidente di Lega Ambiente Puglia. Dall’incontro è scaturito un protocollo di intesa, sempre a detta di quest’ultimo, che impegna la Federazione Golf “per la salvaguardia dell’ assetto idrogeologico del territorio, del paesaggio, per la riduzione dell’ uso dei fertilizzanti, il risparmio dell’acqua e quello energetico”.                                                                           Sembrano ottimi propositi se, come mi avverte un amico, non ci fossero dei precedenti: quando un’azienda intende effettuare delle opere, per le quali si prevede l’opposizione di certi gruppi, essa “intelligentemente” propone loro un incontro dal quale sistematicamente scaturisce il via libera alle realizzazioni. E qui la British Gas non fu accorta. Stessa cosa capita con i giornalisti, come mi comunica sempre il mio amico: quando vengono pubblicati degli articoli scomodi per un’azienda, allora essa ne incontra l’autore e gli articoli cessano. Certamente non si può fare di tutte le erbe un fascio e i campi da golf hanno dei vantaggi oltre che degli svantaggi, ma conviene vigilare su questi ultimi.

Enel/BR, Ilva/TA: produrre nel rispetto dell’ambiente – Ceglie: quando le analisi sull’aria?

La contrapposizione lavoratori-ambientalisti a proposito delle due realtà industriali, che ci riguardano da vicino e in generale di tutte, si risolve nel rispetto delle regole. Occorre introdurne di nuove nei campi dove non ci sono e farle osservare dove la legge già le prevede. Si può e si deve produrre nel rispetto dell’ambiente: territorio e salute. Spesso da parte degli ambientalisti ci sono delle esagerazioni che derivano da scarse conoscenze. Qualche volta, addirittura, sorprende il silenzio su certe realtà industriali e il gran clamore su altre.                                                                                                   Per quanto riguarda Ceglie, ancora non si prosegue con i campionamenti e le analisi dell’aria, già decisi. A mio avviso bisogna concentrare l’attenzione nei giorni con venti da Owest e Sud-Owest (direzione Taranto) e da Est e Sud-Est (direzione Brindisi), senza dimenticare tuttavia che il maggior indiziato è l’inquinamento da diserbanti.

Enti locali: tasse proprie e non “sostituti d’imposta”

Le osservazioni giuste, anche se tardive, devono essere accolte, ma rimangono le responsabilità della precedente azione di governo, come per la Lega. I comuni non possono essere esattori al posto dello Stato, ricevendo una parte minima delle tasse applicate. Un sano principio federalista, associato alla possibilità di controllo della spesa da parte dei cittadini, deve basarsi sull’imposizione autonoma, oltre naturalmente a prevedere le prerequazioni tra aree ricche e povere. Le tasse raccolte dai comuni vadano ai comuni. Quelle riscosse dallo Stato siano destinate all’amministrazione centrale. Così per le regioni. Le province è meglio toglierle.                                      Quali aliquote Imu e Irpef comunale verrano applicate a Ceglie?

 

La questione morale dei consiglieri del centrosinistra in Puglia – Appalti

Sulla questione morale non bisogna tacere. E’ un problema che investe tutta l’Italia e tutti i partiti. All’assemblea regionale pugliese, nel centrosinistra, 7 del Pd su 18 e 2 di Sel su 8 sono coinvolti in un procedimento penale. Alcuni hanno già lasciato i loro partiti di provenienza, altri non lo hanno ancora fatto. Sono notizie di stampa. Certamente un avviso di garanzia non significa condanna, lo dice anche il termine. Però bisogna dare un segnale all’opinione pubblica e individuare il limite oltre il quale uno deve dimettersi. In Puglia il problema è talmente delicato da mettere in discusione la durata della consigliatura. Anche quei magistrati che dovessero iniziare un procedimento che alla fine viene archiviato, unicamente per mettere in difficoltà la politica, dovrebbero subire una sanzione.

Su Tribuna Libera una discussione sui sistemi di gara negli appalti pubblici: Angelo Palma ne riassume il senso

Tasse e tariffe, tra problemi ideologici e oneri per le famiglie

Nelle scuole è stato inculcato da sempre il concetto: bisogna fare quello che piace. Così molti si illudono di poter sostenere certi progetti senza porsi il problema di chi debba pagarli. Se proprio ci credono, se lo accollino loro l’onere pro-quota delle tariffe energetiche e delle addizionali Imu e Irpef, l’onere che le famiglie hanno difficoltà a sostenere. A mio avviso, per evitare l’aumento dell’energia per la generalità degli utenti, si riducano (senza annullarli e temporaneamente) gli incentivi a rinnovabili e industrie energivore, si sfruttino i giacimenti italiani, quelli già noti e quelli da scoprire, e si costruiscano i terminali per il metano. Lo Stato, i Comuni e le Regioni, secondo le loro competenze, mantengano basse le addizionali Imu, Irpef e le imposte su gas e benzina attuando tagli alle loro strutture.  Una riduzione del 30% di esse potrebbe attuarsi a parità di prestazioni.

L’assenza di riferimenti penalizza gli investimenti in Puglia e in Italia

Il no a tutto deriva dall’assenza di riferimenti. Non si sa bene cosa si vuole. Perciò si costringe la British Gas a lasciare Brindisi (ma rimarrà la sede di Milano), si blocca la Tav, si allontanano le imprese desiderose di investire nei settori tradizionali e nuovi, energie alternative comprese.   In realtà un riferimento da assumere c’è: lo sviluppo compatibile, cioè rispettoso dell’ambiente e quindi della salute e del paesaggio. Ne deriva che occorre privilegiare il trasporto per ferrovia invece che su gomma (sì alla Tav) e che bisogna puntare sul metano a prezzi concorrenziali (sì ai rigassificatori),  sulle industrie ad alta tecnologia e sulle energie alternative (sì alle pale eoliche e ai pannelli fotovoltaici). I progetti naturalmente devono essere ecocompatibili e, una volta autorizzati, non essere soggetti a ripensamenti. I tecnici, più dei politici, sanno muoversi in questa direzione.

Rifiuti: aumentati i costi – Tumori: a quando lo studio? riflessi della situazione tarantina

Rifiuti a Ceglie – La situazione nelle campagne non è migliorata con l’avvento della nuova giunta. La vecchia amministrazione aveva dovuto avviare un nuovo sistema e in parte è scusata per i disservizi di allora, ma la nuova? Malgrado questo, i costi sono aumentati di circa 243.000 € per anno (*), come richiesto dalla delibera dell’Ato/Br2. E’ una conseguenza dei maggiori ritiri in campagna? … ma con quali risultati?  Una determina ha accolto questo aumento e non viene ancora revocata, malgrado Il consiglio comunale all’unanimità ne abbia chiesto il ritiro in autotutela. Si desidera chiarezza, la divulgazione della situazione costi e del piano dei ritiri.   (*) dato probabilmente eccessivo, vedi commenti

Patologie tumorali – Ce ne siamo dimenticati? A quando lo studio su Ceglie? Intanto il rapporto  (**)  , chiesto ai medici dal gip di Taranto sulla situazione epidemiologica in quella città, si basa sui  “possono”, cioè sul dubbio, come ha fatto rilevare lo scrittore Mario Desiati. E nel dubbio, il rischio dell’assoluzione incombe, l’Ilva sarà meno indotta a porre rimedio e noi potremmo continuare a ricevere, con i venti da Ovest e Sud-Ovest, l’inquinamento tarantino. Il dubbio è lecito fino a quando lo studio invocato non dovesse dimostrare l’origine autocotona delle nostre patologie. (** …le malattie… che possono essere associate… leggi  2° capoverso pag 206  del Rapporto)