Taranto, una scelta obbligata e razionale

In generale gli ambientalisti sembrano come degli adolescenti, il cui cervello non ha ancora sviluppato le componenti razionali che moderano quelle emotive. Chiedono la chiusura dell’Ilva. Per loro produrre non è un compito necessario e socialmente utile, ma un’azione da bloccare e condannare. Mi chiedo che mestiere facciano. Non comprendono che si può produrre senza inquinare o danneggiare la salute delle persone. E questo vale sia per i nuovi insediamenti che per quelli esistenti sui quali bisogna intervenire per gli adeguamenti ambientali. Ottimo quindi il compromesso raggiunto sullo stabilimento di Taranto. Ricordava tempo fa l’amico Angelo Palma che quegli stessi ambientalisti non si accorgevano dell’esistenza dell’impianto di fosgene presso il petrolchimico di Brindisi.

Comando Stazione Corpo Forestale a Ceglie, un’illusione

Il consigliere Tommaso Argentiero sollecita la convocazione di un Consiglio Comunale per l’approvazione dell’unanime proposta di istituire a Ceglie un Comando del Corpo Forestale dello Stato, ultima delle articolazioni della struttura del Corpo stesso.            La motivazione è il contrasto delle azioni criminali sul territorio, ma è un’illusione immaginare l’accoglimento della proposta in tempi di spending review.                             Indubbiamente il Corpo Forestale può essere utilizzato, in conformità della legge 36/2004, per compiti di pubblica sicurezza oltre che per la protezione civile, il pubblico soccorso,  l’ambiente, i boschi, la caccia e le sofisticazioni agroalimentari.                     In tempi di loghi, riporto quello del Corpo Forestale.

 

Sui campi da golf, tanti buoni propositi, ma …

Su Repubblica di ieri, si legge di un incontro tra la la Federazione italiana golf e Wwf Italia, Legambiente, Federparchi, Fai e MareVivo sui campi da golf, dei quali si auspica la collocazione presso i centri abitati, da parte del presidente di Lega Ambiente Puglia. Dall’incontro è scaturito un protocollo di intesa, sempre a detta di quest’ultimo, che impegna la Federazione Golf “per la salvaguardia dell’ assetto idrogeologico del territorio, del paesaggio, per la riduzione dell’ uso dei fertilizzanti, il risparmio dell’acqua e quello energetico”.                                                                           Sembrano ottimi propositi se, come mi avverte un amico, non ci fossero dei precedenti: quando un’azienda intende effettuare delle opere, per le quali si prevede l’opposizione di certi gruppi, essa “intelligentemente” propone loro un incontro dal quale sistematicamente scaturisce il via libera alle realizzazioni. E qui la British Gas non fu accorta. Stessa cosa capita con i giornalisti, come mi comunica sempre il mio amico: quando vengono pubblicati degli articoli scomodi per un’azienda, allora essa ne incontra l’autore e gli articoli cessano. Certamente non si può fare di tutte le erbe un fascio e i campi da golf hanno dei vantaggi oltre che degli svantaggi, ma conviene vigilare su questi ultimi.

Enel/BR, Ilva/TA: produrre nel rispetto dell’ambiente – Ceglie: quando le analisi sull’aria?

La contrapposizione lavoratori-ambientalisti a proposito delle due realtà industriali, che ci riguardano da vicino e in generale di tutte, si risolve nel rispetto delle regole. Occorre introdurne di nuove nei campi dove non ci sono e farle osservare dove la legge già le prevede. Si può e si deve produrre nel rispetto dell’ambiente: territorio e salute. Spesso da parte degli ambientalisti ci sono delle esagerazioni che derivano da scarse conoscenze. Qualche volta, addirittura, sorprende il silenzio su certe realtà industriali e il gran clamore su altre.                                                                                                   Per quanto riguarda Ceglie, ancora non si prosegue con i campionamenti e le analisi dell’aria, già decisi. A mio avviso bisogna concentrare l’attenzione nei giorni con venti da Owest e Sud-Owest (direzione Taranto) e da Est e Sud-Est (direzione Brindisi), senza dimenticare tuttavia che il maggior indiziato è l’inquinamento da diserbanti.

In politica si invecchia presto / Eternit e Cloruro di Vinile

**  L’opinione pubblica considera la classe politica già vecchia dopo pochi anni. Esempi recentissimi sono: Vincenti, sindaco uscente di Genova del Pd, Vendola, Matarrelli, Trinchera di Sel, il sindaco Caroli del Pdl. Ma potremmo generalizzare e coinvolgere quasi tutta la classe politica. La causa è da ricercare nella delusione che anche “i nuovi” suscitano quando operano, dopo gli iniziali eccessivi entusiasmi: i problemi sono difficili e pochissimi di loro si dimostrano all’altezza del compito.

**  Che l’Eternit e il Cloruro di vinile fossero cancerogeni si sapeva dal 1930 per il primo e, per il secondo, almeno dal 1972. Però gli investimenti erano stati fatti e si continuava a produrre. Per il Cvm gli imputati furono condannati, ma intervenne la prescrizione. Per l’amianto c’è stata ieri la prima condanna al mondo, ma molto in ritardo. Anche in questi casi la classe politica ha deluso per inerzia o connivenza.

Radioattività: dalla suggestione alla negatività

Improbabile era stata considerata su questo blog  l’ipotesi dell’ esistenza a Ceglie di siti radioattivi leggi post. Adesso le rilevazioni dell’Arpa-Dap dicono che nel nostro territorio non c’è traccia di radioattività clicca per il comunicato.  Si proseguirà l’indagine sulle acque di falda per individuare la presenza di inquinanti. Mi auguro si prendano in considerazione oltre ai pozzi autorizzati anche quelli abusivi. Il problema, però,  della ricerca delle cause dell’alta incidenza di tumori a Ceglie  rimane e su di esso risollecito un apposito studio.

La penuria di gas si può evitare, ma prevale l’ideologia

Per assicurare un buon rifornimento di gas per l’industria e le abitazioni, soprattutto in periodi di alto consumo come quello attuale, occorre diversificare le fonti. I gasdotti vincolano il paese consumatore a quello produttore come quantità e prezzi. Restano i rigassificatori che consentono il rifornimento da qualunque paese, mediante navi, a prezzi vantaggiosi. Questi impianti sono malvisti da una parte dell’opinione pubblica, quella che dice no a tutto: sondaggi petroliferi, pale eoliche e anche pannelli fotovoltaici (che deturperebbero il paesaggio e sottrarrebbero terreno all’agricoltura). Il  gas garantisce la fornitura continua all’utilizzatore finale e risolve i problemi di discontinuità del gasolio, cioè quelli verificatisi ieri nella Scuola Giovanni Pascoli a Ceglie. Mentre ci si pone astrattamente il problema dei terreni sottratti all’agricoltura, ma di fatto inutilizzati, dello sviluppo dell’agricoltura non se ne occupa nessuno. Nel deserto israeliano, invece, producono addirittura prodotti innovativi. Le posizioni ideologiche prevalgono, in tutti campi, sui problemi reali.

Morti e malati per tumore, la suggestione della radioattività

Il verbale del 23 scorso relativo all’incontro tra Comune e Arpa/Asl sull’ipotesi di depositi radioattivi, come prima mossa, propone il monitoraggio di alcuni terreni alla ricerca di fonti di radiazione e ripropone la centralina di rilevazione dell’aria. Queste prime indagini presumibilmente daranno esito negativo. Perciò si allarghi subito l’orizzonte e si avvii uno studio sui malati e morti per tumore, secondo le linee da noi proposte, un’indagine sulla falda, come indicato da la Voce,  e si indaghi sulle vecchie discariche abusive e sui siti dove nel passato si è scavato e colmato con rifiuti di ignota composizione, come propone con verve polemica Argentiero che riporta anche il citato verbale, non disponibile sul sito del Comune.

Sullo stesso “palo” antenne di più operatori di telefonia

 Le compagnie di telefonia mobile si starebbero consorziando per poter installare su ogni postazione più antenne. Con la maggiore diffusione dei pannelli sul territorio e per via della nuova tecnologia “a bassa emissione” il segnale irradiato da ognuno di essi sarebbe contemporaneamente meno forte e più efficace. L’importante è che il regolamento comunale definisca il livello di emissione complessivo di ogni “postazione pluri-antenna” a seconda della sua localizzazione e in funzione della tutela della popolazione.

Dove e come estrarre il petrolio?

Smemorato ci avverte della manifestazione del 21 prossimo a Monopoli contro le trivellazioni in Adriatico.  Capisco lo spirito che motiva l’evento, ma pongo due problemi.  E’ giusto  aumentare le produzioni alternative da fonti rinnovabili, ma del petrolio non possiamo fare  a meno. Dove dovremmo estrarlo, nei paesi arabi, in Africa? Non ci sarebbe una punta di razzismo soltanto a pensarlo? E poi, non dovremmo essere contenti di trovare quella fonte di energia nelle acque regionali?  La manifestazione di Monopoli andrebbe invece organizzata a favore di un’estrazione sicura e non inquinante, indubbiamente con maggiori costi d’impianto. Gli incidenti avvenuti nel passato furono causati da colpevoli carenze nelle installazioni. Il petrolio si può gestire in sicurezza, non è come il nucleare, intrinsecamente insicuro.