Taranto, una scelta obbligata e razionale

In generale gli ambientalisti sembrano come degli adolescenti, il cui cervello non ha ancora sviluppato le componenti razionali che moderano quelle emotive. Chiedono la chiusura dell’Ilva. Per loro produrre non è un compito necessario e socialmente utile, ma un’azione da bloccare e condannare. Mi chiedo che mestiere facciano. Non comprendono che si può produrre senza inquinare o danneggiare la salute delle persone. E questo vale sia per i nuovi insediamenti che per quelli esistenti sui quali bisogna intervenire per gli adeguamenti ambientali. Ottimo quindi il compromesso raggiunto sullo stabilimento di Taranto. Ricordava tempo fa l’amico Angelo Palma che quegli stessi ambientalisti non si accorgevano dell’esistenza dell’impianto di fosgene presso il petrolchimico di Brindisi.