I disservizi elettrici in campagna continuano, ma a nessuno interessano

Presso alcune contrade di Ceglie, asservite alla stessa cabina, viene a mancare spesso la corrente. Ieri, dopo un primo intervento di riparazione, l’inconveniente si è ripetuto. Nell’ultima settimana ci sono state oltre cinque interruzioni. L’altro giorno, commentando la notizia che non è interessata a nessuno, giornalisti compresi, ci siamo chiesti in quale secolo viviamo. Forse nella prima metà di quello scorso? Molta attenzione è rivolta a quegli argomenti funzionali alla propria linea politica, ma non è rivolta agli interessi concreti. E poi ci sforziamo di comprendere la lontananza della politica dai cittadini.

Frequenti interruzioni di energia elettrica nelle campagne e intanto i farmacisti …

Non so quanto il fenomeno sia diffuso, ma mi riferiscono che in alcune contrade è frequente l’interruzione di energia elettrica. Non si tratta dei distacchi programmati in occasione dei picchi di consumo, ma di veri guasti in ore serali. Oltre a queste interruzioni, spesso la tensione erogata non è nei limiti di tolleranza contrattuali. Quindi le autoclavi non si ferrmano perché non raggiungono la potenza e quindi la pressione stabilita e i relé non funzionano.  Me ne ha parlato con dovizia di particolari un tecnico che risiede in campagna nel periodo estivo. Personalmente mi chiedo se certe disfunzioni siano ammissibili nel ventunesimo secolo. Non sarà che oltre alla spending review occorre la “electric net review”?                                                                            Di fronte a questa importante problematica, una delle tante, e sempre a proposito di spending review, sconcerta la minaccia di serrata da parte dei farmacisti che stimano un calo dei propri incassi pari a 12 mila € per anno, un’inezia di fronte a quanto introitano, ma questa è la nostra borghesia.