La penuria di gas si può evitare, ma prevale l’ideologia

Per assicurare un buon rifornimento di gas per l’industria e le abitazioni, soprattutto in periodi di alto consumo come quello attuale, occorre diversificare le fonti. I gasdotti vincolano il paese consumatore a quello produttore come quantità e prezzi. Restano i rigassificatori che consentono il rifornimento da qualunque paese, mediante navi, a prezzi vantaggiosi. Questi impianti sono malvisti da una parte dell’opinione pubblica, quella che dice no a tutto: sondaggi petroliferi, pale eoliche e anche pannelli fotovoltaici (che deturperebbero il paesaggio e sottrarrebbero terreno all’agricoltura). Il  gas garantisce la fornitura continua all’utilizzatore finale e risolve i problemi di discontinuità del gasolio, cioè quelli verificatisi ieri nella Scuola Giovanni Pascoli a Ceglie. Mentre ci si pone astrattamente il problema dei terreni sottratti all’agricoltura, ma di fatto inutilizzati, dello sviluppo dell’agricoltura non se ne occupa nessuno. Nel deserto israeliano, invece, producono addirittura prodotti innovativi. Le posizioni ideologiche prevalgono, in tutti campi, sui problemi reali.