La giustizia italiana in Europa: un’immagine da azzeccagarbugli

A mio avviso, quando all’estero pensano alla giustizia italiana, il pensiero va a Manzoni e ai suoi “azzeccagarbugli”, naturalmente in senso metaforico. Abbiamo un parlamento pieno di avvocati che sono molto solerti nel difendere gli interessi di lobby e di schieramento politico, ma di leggi chiare e procedimenti giudiziari veloci non si occupano, anche per chiari interessi personali. I procedimenti giudiziari in Italia durano anni, con dispendio di denaro pubblico, e la giustizia non è uguale per tutti. Basta avere uno stuolo di bravi avvocati e, nella peggiore delle ipotesi, il colpevole viene prosciolto per prescrizione. Anche nel campo della giustizia, converrebbe esaminare il modello dei paesi più avanzati e procedere a una riforma radicale.  Tra i motivi per i quali ci sono tante rapine, come a Ceglie, c’è l’alta probabilità di farla franca: per prescrizione, per l’assenza del carcere fino a tre anni di condanna e per la facilità con la quale un buon penalista può giostrare in un sistema che non funziona (sempre che i copevoli vengano presi).

Per molti camionisti-padroncini un passato con problemi giudiziari

Una parte dei camionisti blocca l’Italia e si tratta prevalentemente dei padroncini. La maggior parte delle sigle sindacali non aderisce alla protesta selvaggia. Chi ha avuto contatti con la categoria dei camionisti-padroncini ne conosce bene la composizione sociale e altrettanto bene i comportamenti. Con le dovute rispettabili eccezioni, molti di loro hanno un passato problematico con la giustizia e hanno scelto quel mestiere per potersi riciclare nella società. Il governo faccia rispettare l’ordine pubblico.

Forse condannato troppo in fretta il comandante della Concordia

L’attento riascolto delle telefonate tra la Capitaneria di Porto e il Comandante della nave naufragata fa comprendere la decisione di scarcerazione da parte del magistrato. Sono le telefonate tra un prepotente che ha abusato del suo potere e un comandante a cui è stato impedito di spiegare i fatti. Il Comandante insieme ad altri ufficiali è stato sbalzato fuori nel momento in cui la nave si è rovesciata e dalla scialuppa ha coordinato le operazioni di evacuazione. Non poteva rientrare a bordo per l’impossibilità di risalire su di una nave ruotata di 90°. Nel corso dell’interrogatorio l’indagato potrebbe aver chiarito la provenienza della disposizione di cambiare rotta. Altrimenti quest’ultimo resta l’unico suo grave errore. Anche io mi sono fatto influenzare in un primo momento dalle notizie di stampa e televisione.

Cosentino – Referendum, un unico filo conduttore

I  no all’arresto di Cosentino e al referendum sulla legge elettorale danno un grosso sostegno al governo Monti, che diversamente sarebbe potuto andare in fibrillazione. Il Presidente della Repubblica non c’entra nulla, ma il Parlamento e la Corte Costituzionale hanno fatto una scelta politica. E’ una constatazione, non una condivisione.