Scuola: sì al merito in una scuola che “crei capacità”

A mio avviso – da esterno alla scuola, ma attento alla condizione italiana – non c’è dubbio sulla scarsa capacità della scuola di fornire le basi per quanto serve nella società, nell’economia e nella vita. Non c’è dubbio sulle non grandi capacità degli insegnanti, spesso alla ricerca di un reddito aggiuntivo al secondo lavoro. Non c’è dubbio infine sulla scarsa preparazione degli studenti. Naturalmente ci sono le eccezioni tra insegnanti, istituti, università e studenti.                                                         Il merito, ministro Profumo, si può applicare a una scuola che, preventivamente e nel suo complesso, consenta ai giovani di “sviluppare le proprie potenzialità e abilità in una società che (poi) consenta loro effettivamente di usarle”:  “creare capacità è un concetto di dignità e sviluppo umano” di A. Sen e soprattuto di M. Nussbaum.                      D’altra parte è la stessa Europa che ci chiede  “provvedimenti urgenti per il recupero di chi resta indietro, strumenti e risorse per migliorare le scuole bisognose”.                   Con il solo merito si premia chi è già avanti e si penalizza chi è indietro. C’è spazio per una politica di centrosinistra o sinistra.