Le convenienze del presente senza un progetto per il futuro

Un articolo di Repubblica, L’eterno presente, mi suggerisce qualche riflessione. In Italia, a differenza di altre culture, pensiamo alle cose contingenti senza una visione del futuro, con espressione più aulica non inseriamo il presente nel flusso della storia. E’ vero che la nostra impostazione consente di cogliere meglio l’occasione, ma sono più i difetti dei pregi.                                                                                                                Lo dimostriamo nelle grandi e nelle piccole cose. A livello nazionale, pochi riescono a cogliere l’impatto sul futuro delle decisioni del governo, molti ne mettono in risalto i difetti temporanei e spesso ci speculano. Il caso limite è rappresentato da Grillo e da Di Pietro, ma anche Berlusconi è coinvolto. La riforma elettorale non si fa perché ognuno desidera quella utile al momento. A livello locale, l’attenzione al presente senza un progetto per il futuro, fa ripetere gli stessi errori rimproverati alla precedente amministrazione, sulla spazzatura, le strade sporche, il traffico, i parcheggi.  Ma l’esempio più alto di attaccamento alle convenienze del presente è rappresentato dalla valorizzazione del Monterrone mentre la storia indica come centro dell’area cosiddetta medievale la Piazza Vecchia.

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